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04/02/2010 Nucleare in Italia: i possibili siti |
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giovedì 04 febbraio 2010 |
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Enel e Ministero dello Sviluppo Economico non fanno trapelare ancora niente rispetto ai nomi dei siti candidati ad ospitare i quattro impianti nucleari italiani, ma sono diversi i centri di ricerca che hanno elaborato e presentato propri studi di fattibilità per l'individuazione dei territori. I criteri per la scelta sono stati dettagliati più volte: l'European Pressurized Reactor (EPR) di tecnologia francese, quello che sbarcherà in Italia con la joint venture fra Enel ed Edf, richiede zone poco sismiche, in prossimità di grandi bacini d'acqua senza però il pericolo di inondazioni e, preferibilmente, la lontananza da zone densamente popolate. Secondo il decreto, i siti che decideranno di ospitare le centrali potranno ottenere bonus sostanziosi, intorno ai 10 milioni di euro l'anno, destinati sia agli enti locali che ai residenti nelle zone in questione. Al momento, però, le uniche certezze derivano dalle candidature di Veneto e Sicilia, le due regioni che hanno dato la propria disponibilità ad ospitare gli impianti nucleari. Fra i nomi che ritornano, ci sono Caorso, nel Piacentino, e Trino Vercellese (Vercelli), entrambi collocati nella Pianura Padana, e poi Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Secondo altri, fra cui i Verdi e Legambiente, il quarto candidato sarebbe Termoli, in provincia di Campobasso, mentre in altre circostanze si è fatto il nome di Porto Tolle, a Rovigo. Gli altri nomi che ricorrono più spesso sono Monfalcone (in provincia di Gorizia) Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento), Oristano e Chioggia (Venezia).
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